Ferie malattia e licenziamento in Germania
Ciao oggi voglio parlarti di un tema fondamentale per chi vuole vivere in Germania: come funziona davvero il lavoro qui.
Questo è un video estratto da Infobörse “Leben und Arbeiten in der Region Stuttgart”, organizzato a Stoccarda dal Welcome Center, in cui Pino Tabbì, presidente delle ACLI del Baden-Württemberg ci illustra tutto quello che serve sapere prima di iniziare: dai documenti ai contratti, dalle ferie al licenziamento, fino ai diritti che molti italiani spesso non conoscono.
Se stai pensando di trasferirti per cercare lavoro, o sei appena arrivato e vuoi capire come muoverti, questo articolo è per te.
Lavorare in Germania: servono permessi o autorizzazioni?
Partiamo da una buona notizia: noi italiani non abbiamo bisogno di alcun permesso di lavoro.
Essendo cittadini dell’Unione Europea, abbiamo diritto alla libera circolazione: possiamo vivere, lavorare e studiare in Germania senza bisogno di visti o autorizzazioni speciali.
Tuttavia, una volta arrivato, ci sono alcune pratiche fondamentali da fare subito.
Te le spiego una per una.
La residenza: il primo passo per lavorare in Germania
Appena ti stabilisci in Germania devi registrarti all’Einwohnermeldeamt, l’ufficio anagrafe del comune dove vivi.
Questa registrazione si chiama Anmeldung e ti serve praticamente per tutto: aprire un conto in banca, firmare un contratto di lavoro, attivare un’assicurazione sanitaria.
Quando ti registri, il comune ti rilascia un documento che certifica la tua residenza fiscale in Germania.
Da quel momento entri ufficialmente nel sistema tedesco.
Numero di previdenza sociale e tessera sanitaria
Il passo successivo è ottenere il tuo numero di previdenza sociale (Sozialversicherungsnummer).
È un codice personale che ti accompagnerà per tutta la vita lavorativa in Germania, un po’ come il codice INPS in Italia.
Serve al datore di lavoro per versare i contributi per:
pensione,
assicurazione malattia,
assicurazione contro la disoccupazione,
assicurazione contro gli infortuni.
Parallelamente, devi scegliere una cassa malattia (Krankenkasse): in Germania l’assicurazione sanitaria è obbligatoria.
Puoi scegliere tra una delle tante casse pubbliche o private.
Il contributo viene detratto direttamente dallo stipendio.
💡 Curiosità: la più popolare tra gli italiani è la AOK, ma ci sono anche alternative come TK (Techniker Krankenkasse) o Barmer, che offrono servizi in inglese o italiano.
Il conto corrente: fondamentale per ricevere lo stipendio
In Germania tutto passa per il conto bancario.
Lo stipendio viene versato solo tramite bonifico, quindi ti serve un conto tedesco (Girokonto).
Puoi aprirlo in banca o online: N26, Commerzbank e Deutsche Bank sono tra le più utilizzate dagli italiani.
Il contratto di lavoro in Germania: cosa sapere prima di firmare
In Germania il contratto di lavoro può essere orale o scritto.
Sì, hai letto bene: anche un accordo verbale è considerato valido, ma deve essere confermato per iscritto entro due mesi.
Nella pratica, però, nessuno dovrebbe accettare un lavoro senza contratto scritto.
Il documento deve contenere:
i dati del datore di lavoro e del dipendente,
la data di inizio, la durata e il tipo di contratto,
il luogo di lavoro,
l’orario settimanale,
lo stipendio lordo e netto,
le ferie annuali,
il periodo di prova e le modalità di licenziamento,
eventuale riferimento a contratti collettivi.
📌 Consiglio personale: se il datore di lavoro ti dice “non serve un contratto, fidati”, non firmare e non iniziare. In Germania la trasparenza contrattuale è una regola, non un favore.
Salario minimo in Germania: quanto si guadagna
Dal 1° gennaio 2024, il salario minimo in Germania è di 12,41 euro lordi all’ora.
Il governo ha già previsto un aumento a 12,82 euro dal 1° gennaio 2025.
Significa che chi lavora a tempo pieno (40 ore a settimana) guadagna circa 2.150 euro lordi al mese, ovvero 1.500–1.600 euro netti a seconda delle tasse e della classe fiscale.
In Germania esistono sei classi fiscali (Steuerklassen) che determinano quante imposte paghi:
la classe 1 per i single,
la 3 per chi è sposato con un coniuge che non lavora,
la 5 per chi è sposato ma il partner guadagna di più, e così via.
🗞️ Gossip economico: in Baviera e Baden-Württemberg, alcune aziende – per attrarre personale qualificato – offrono stipendi superiori del 15–20% rispetto alla media nazionale.
Ferie e permessi: cosa prevede la legge tedesca
In Germania il diritto alle ferie è regolato per legge.
Il minimo è di:
20 giorni lavorativi se lavori 5 giorni a settimana,
24 giorni lavorativi se lavori 6 giorni a settimana.
Molte aziende, però, ne concedono di più: in media tra 25 e 30 giorni.
Le ferie devono essere richieste sempre per iscritto, non con un messaggio WhatsApp o a voce.
E il datore di lavoro deve approvarle ufficialmente.
💡 Attenzione: se ti ammali durante le ferie, puoi recuperarle, ma serve un certificato medico (Krankschreibung) valido.
Come funziona il licenziamento in Germania
In Germania anche il licenziamento deve essere sempre per iscritto.
Un messaggio o un’email non bastano: serve un documento cartaceo firmato a mano.
Il preavviso standard è di 4 settimane, ma può variare in base al contratto o all’anzianità.
Durante il periodo di prova (Probezeit), che può durare fino a 6 mesi, il preavviso è di 14 giorni.
E attenzione a un mito da sfatare:
👉 “Se mi ammalo, non mi possono licenziare.”
Falso. In Germania un datore di lavoro può licenziare anche durante la malattia, purché rispetti il preavviso.
💡 Curiosità: la legge prevede che tu abbia diritto a continuare a ricevere lo stipendio fino a 6 settimane in caso di malattia, purché tu consegni il certificato medico entro 3 giorni.
Se vieni licenziato o non ricevi lo stipendio, non aspettare troppo.
La legge prevede che tu debba presentare reclamo entro 3 mesi dalla violazione del diritto.
Passato questo tempo, rischi di perdere ogni possibilità di recuperare le somme dovute.
Un esempio pratico:
se il tuo datore di lavoro non ti paga l’ultima mensilità e non presenti richiesta scritta entro 3 mesi, non potrai più reclamarla in tribunale.
👉 E ricorda: le cause di lavoro (Arbeitsgericht) in Germania sono gratuite nella prima istanza. Quindi, se hai ragione, non esitare a farla valere.
Il mercato del lavoro in Germania oggi
La Germania è attualmente uno dei mercati del lavoro più forti d’Europa.
Secondo i dati dell’Ufficio Federale di Statistica (Destatis), nel 2024 ci sono oltre 2 milioni di posti vacanti, soprattutto nei settori:
sanitario (infermieri, operatori socio-sanitari),
tecnico-industriale (elettricisti, meccanici, saldatori),
IT e digital,
logistica e trasporti.
Il tasso di disoccupazione a maggio 2024 era del 5,9%, contro l’11,2% dell’Italia.
E con la nuova legge sull’immigrazione del lavoro qualificato, la Fachkräfteeinwanderungsgesetz, la Germania punta ad attrarre ancora più lavoratori stranieri.
📉 Curiosità: secondo un recente sondaggio dell’Istituto IAB, il 40% delle aziende tedesche dichiara di avere difficoltà a trovare personale qualificato.
Ti racconto una piccola scena tipica che mi fa sempre sorridere.
Un giorno un amico calabrese mi chiama disperato: “Maurì, mi hanno detto che il contratto non serve, che tanto in Germania è tutto basato sulla fiducia!”
Dopo una settimana non lo pagano.
Quando va all’ufficio del lavoro, la prima cosa che gli chiedono è: “Ha il contratto scritto?”
E lui: “No.”
Risposta dell’impiegato: “Allora non ha neanche il lavoro.”
Morale della favola: la fiducia è importante, ma in Germania conta la carta!
Vivere e lavorare in Germania: la chiave è l’informazione
Trasferirsi per lavorare in Germania non è difficile, ma serve organizzazione e conoscenza del sistema.
Il bello di questo Paese è che, se rispetti le regole, tutto funziona in modo chiaro e meritocratico.
Con un contratto regolare, un conto tedesco e un’assicurazione sanitaria, sei già a metà del percorso.
L’altra metà dipende da te: imparare la lingua, integrarti e vivere la Germania non solo come un posto dove lavorare, ma come una nuova casa.
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Maurizio Palese
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