Da Acerra a Stoccarda nel 1961
Ciao! Se stai pensando di trasferirti, sai bene che la decisione di lasciare la propria terra non è mai facile. Spesso, però, guardarsi indietro aiuta a capire meglio il presente. Per celebrare il 70° anniversario degli accordi bilaterali tra Italia e Germania, come Comites Stoccarda, abbiamo dato vita a un progetto speciale: “La forza di Partire”. Con le interviste curate da Valentina Linzalata e la mia regia, abbiamo voluto ascoltare 12 testimoni d’eccezione, ultra ottantenni, che hanno fatto la storia della nostra presenza qui. Ti consiglio vivamente di guardare il documentario La forza di partire – 70 anni di storia tra Italia e Germania per capire davvero cosa significhi vivere in Germania. Questo progetto ha ricevuto il fondamentale contributo del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Consolato Generale Italiano a Stoccarda.
Le radici dell’emigrazione italiana in Germania
Il nostro protagonista, partito da Acerra in provincia di Napoli, è arrivato qui nel giugno del 1961, portando con sé solo la curiosità tipica di chi non ha nulla da perdere. A 24 anni, senza un contratto, ha seguito il fratello trovando lavoro nella tranvia, per poi passare alle poste e infine a Telecom. È una testimonianza pura di come l’emigrazione italiana di quegli anni fosse fatta di adattamento e sacrificio. Il suo ricordo più vivido? Un inverno, quello del ’61, con 15 gradi sotto zero: una realtà mai vista prima, lontana dal clima del Vesuvio, ma vissuta con la determinazione di chi voleva costruire un futuro.
Vivere in Germania: integrazione e affetti
Raccontare la sua storia significa parlare di integrazione vera. Nonostante le difficoltà iniziali con la lingua, che lui stesso definisce “un macello”, è riuscito a costruire relazioni profonde, sposando una donna tedesca con cui ha condiviso 40 anni di vita. Dopo la scomparsa di lei, ha trovato conforto in una nuova compagna, sottolineando come la solitudine sia una sfida che nessuno dovrebbe affrontare da solo. Rispondendo a chi gli chiede perché restare, evidenzia le differenze sociali rispetto all’Italia di oggi, trovando qui una stabilità e una sicurezza che ritiene fondamentali.
Consigli per chi vuole partire oggi
Se oggi ti stessi chiedendo se il sogno di vivere in Germania sia ancora percorribile, il consiglio del nostro protagonista è cauto. Non vede più quell’apertura familiare che caratterizzava gli anni ’60, quando i tedeschi si preoccupavano sinceramente per gli emigrati. Senza una rete familiare o un supporto concreto, avverte che le sfide possono essere molto più dure. È un monito prezioso, che ci invita a non idealizzare il passato ma a essere estremamente consapevoli delle difficoltà attuali.
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Maurizio Palese
Carta d’identità elettronica per chi vive in Germania
Maurizio Palese
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