TITOLO Carta d’identità elettronica per chi vive in Germania


Carta d’identità elettronica per chi vive in Germania: la svolta che aspettavamo

Ciao, sono Maurizio, autore di ViviGermania.eu. Oggi ti racconto in modo semplice e diretto cosa è successo sulla questione della carta d’identità elettronica (CIE) per chi è iscritto all’AIRE e vive in Germania. È una di quelle novità che non risolve tutto, ma — credimi — ti semplifica la vita. Se stai per trasferirti o già vivi qui e vuoi vivere in Germania con meno burocrazia addosso, questo articolo è per te.

Perché questa notizia è importante se vuoi vivere in Germania

Per anni noi italiani all’estero ci siamo arrangiati con la carta d’identità cartacea. Funzionava per mille cose, ma aveva un limite enorme: dal 3 agosto 2026 non sarà più valida per l’espatrio dentro l’area Schengen. Tradotto: non potrai usarla per muoverti liberamente tra Germania, Francia, Italia e gli altri Paesi Schengen. Servirà un documento con standard biometrici: CIE o passaporto.

Fin qui nulla di nuovo per chi segue queste vicende. Il problema è che i consolati sono sovraccarichi. Solo per farti un’idea: nell’area di Stoccarda parliamo di oltre 200.000 persone potenzialmente interessate alla CIE; fino a poco tempo fa ne erano state emesse circa 60–70 mila. Facendo i conti della serva, era impossibile arrivare a tutti entro la scadenza.

La buona notizia? È in arrivo (con iter già molto avanzato) la possibilità per gli iscritti AIRE di richiedere la CIE anche in Italia, presso i comuni. Questo apre una seconda via: se torni per ferie o per lavoro, puoi fare la carta senza dipendere solo dal consolato. Non è la bacchetta magica che risolve tutto, ma è un passo avanti concreto.

Nota pratica: il testo di riformulazione non esclude la richiesta in qualunque comune, ma l’operatività concreta dipenderà dalle modalità tecniche fissate dai ministeri competenti. Appena ci saranno circolari chiare, su ViviGermania te lo spiego passo passo.

Carta d’identità elettronica vs passaporto: cosa conviene davvero

Magari stai pensando: “Vabbè, allora faccio il passaporto e via.” È un’opzione, ma non per tutti è la più conveniente. Il passaporto costa di più tra tasse e bollettini; la CIE costa meno, ha microchip, funziona per l’espatrio in Schengen ed è spesso richiesta per servizi digitali italiani (SPID/CIE ID, Posta, pratiche varie).

Soprattutto, lo spirito di Schengen è proprio questo: muoversi senza passaporto dentro lo spazio europeo. Obbligare tutti a farselo, di fatto, va contro questa logica. Per questo la possibilità di fare la CIE in Italia ha molto senso, anche in termini di portafoglio.

Schengen in due righe (niente paroloni)

  • Unione Europea: 27 Paesi.

  • Area Schengen: 25 Paesi Ue (+ Islanda, Norvegia, Svizzera, Liechtenstein) con frontiere interne “leggere”.

  • Dentro Schengen ti sposti con un documento di identità valido per l’espatrio. Dal 3 agosto 2026 la carta cartacea non lo sarà più.

Detto semplice: se vuoi vivere in Germania e muoverti senza intoppi, metti in agenda la CIE.

Cosa è successo dietro le quinte: cittadini, comitati, istituzioni

Ti parlo da dentro, perché in questi mesi ci ho messo la faccia. Con il Comitato Mobilitiamoci (insieme a Flavio Venturelli e a tanti amici), abbiamo raccolto 1.520 firme cartacee e 17.000 contatti a supporto. Abbiamo portato il tema a consigli, audizioni, incontri con parlamentari eletti all’estero, rappresentanti dei Ministeri dell’Interno e degli Esteri e il Garante della Privacy (che ha chiarito di non avere obiezioni sulla questione “genitore/padre-madre” nei documenti dei minori, che a lungo era stata additata come collo di bottiglia).

La parte bella — e te lo dico con sincerità — è stata vedere una convergenza trasversale: interrogazioni di maggioranza e opposizioni, emendamenti simili presentati da gruppi diversi, un relatore attento in commissione. Quando le cose si spiegano bene e si lavora con pazienza, qualcosa si muove.

Non è gossip, ma quasi: a Roma non sempre c’è grande sensibilità sui problemi degli italiani all’estero. Qui, invece, si è creata la pressione giusta. E — sì — anche le firme online servono: non sottovalutare mai la forza delle comunità all’estero quando sono organizzate.

Quando potrai farla in Italia: tempi e passaggi (senza legalese)

L’iter parlamentare prevede passaggi in Commissione, poi Aula alla Camera, poi Senato, quindi promulgazione e Gazzetta Ufficiale. La norma prevede l’attivazione entro sei mesi dall’entrata in vigore. In pratica: non domani mattina, ma neanche tra un secolo.

La mia raccomandazione operativa è semplice:

  1. Se vivi a Stoccarda (o in altre circoscrizioni dove gli appuntamenti ci sono): prenota subito al Consolato. Alcuni sportelli hanno slot liberi anche a breve.

  2. Se torni in Italia nei prossimi mesi, tieniti pronto a usare la strada “CIE in Comune” appena attiva.

  3. Non aspettare agosto 2026: se capita l’imprevisto (malattia, lavoro, famiglia), rischi di ritrovarti fermo.

Aneddoto veloce: conosco chi è tornato in Puglia ad agosto convinto di “passare dal Comune in un’oretta”. Risultato? Appuntamenti esauriti per settimane. Morale: prendila per tempo e, se puoi, prenota anche in Italia.

Come prepararti: documenti, appuntamenti, tempi

  • Verifica AIRE: controlla che la tua iscrizione e i tuoi dati (indirizzo, stato civile, figli) siano corretti. Se non lo sono, rischi stop.

  • Carta cartacea: non aspettare la scadenza stampata per richiedere la CIE: puoi muoverti prima.

  • Appuntamento: anche in Italia spesso si prenota online. Nei comuni piccoli è più veloce, ma informati prima.

  • Foto e documenti: segui le specifiche biometriche (formato, sfondo, no occhiali scuri).

  • Figli minorenni: serve l’assenso di entrambi i genitori; informati sulle modalità (presenza, modulo, firma).

  • Tempi di rilascio: la CIE viene stampata a Roma e spedita; prevedi qualche giorno di attesa anche dopo l’appuntamento.

Ho la cittadinanza tedesca e il passaporto: che me ne faccio?

Se hai doppia cittadinanza, probabilmente viaggi già senza problemi. Però la CIE italiana resta utile:

  • per identificarti come cittadino italiano;

  • per servizi digitali italiani (SPID/CIE ID finché attivi);

  • per pratiche bancarie/postali in Italia, dove a volte la carta cartacea viene contestata.

Insomma: non è obbligatoria, ma conviene. E se vuoi un consiglio pratico: avere CIE + passaporto è la combinazione più flessibile.

Vivere in Germania: la burocrazia non deve bloccarti

La verità è che quando arrivi qui, pensi solo allo stipendio. Poi scopri che tra ferie, tutele, preavvisi, assicurazioni, il mondo del lavoro tedesco è molto più strutturato di quanto sembri. Per questo insisto su strumenti “di base” come la CIE: ti tolgono grattacapi e ti danno mobilità. E la mobilità, se vuoi vivere in Germania sul serio, è tutto.

Piccola battuta (autoironica): la burocrazia tedesca sembra perfetta… finché non le chiedi di cambiare un appuntamento all’ultimo. Quella italiana, invece, è un po’ come il meteo a marzo: può sorprenderti. Prepararsi prima è la nostra miglior assicurazione.


Domande frequenti in due minuti

Posso fare la CIE in qualsiasi comune?
Il testo non lo esclude, ma aspettiamo le modalità operative ministeriali. Appena arrivano, pubblico un how-to.

La carta cartacea diventa “carta straccia”?
No. Resta un documento di identità in Italia. Ma dal 3 agosto 2026 non vale per l’espatrio in Schengen.

Se il consolato ha posti liberi, mi conviene farla lì?
Sì. Se trovi appuntamento a breve, non rimandare: prendi il primo treno utile.

E se non ho il passaporto?
Meglio organizzarci per la CIE. Il passaporto è utile, ma costa di più; non tutti lo vogliono o lo usano spesso in Schengen.

Checklist rapida (salvala!)

  • Verifica dati AIRE

  • Prenota appuntamento (Consolato o Comune in Italia)

  • Prepara foto biometriche

  • Porta documenti (vecchia carta, eventuale passaporto, codice fiscale)

  • Per minori: assenso di entrambi i genitori

  • Calcola tempi di consegna (CIE spedita a domicilio)

  • Non aspettare agosto 2026

Conclusione: meno fila, più libertà

Questa novità non è uno slogan: è una via in più per ottenere la CIE e continuare a vivere in Germania con serenità. Abbiamo ancora dettagli da chiarire, ma la direzione è quella giusta. Io continuerò a fare la mia parte: spiegare con parole semplici, aggiornarti quando serve, e—ogni tanto—strapparti un sorriso, perché tra modulistica, PIN e prenotazioni, ridere aiuta a non impazzire. 😉

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Dicono di Vivistoccarda

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    positive review  viviStoccarda......se non ci fosse bisognerebbe inventarla.pagina molto utile dove puoi trovare molte risposte alle tue domande.

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