70 anni fa tutto è iniziato così
Ciao, sono Maurizio, e oggi voglio raccontarti qualcosa di importante.
Qualcosa che non riguarda solo il passato, ma che dice molto anche sul presente — e forse anche sul tuo futuro qui, in Germania.
Il COMITES di Stoccarda, nella figura del Presidente Gino Bucci, in collaborazione con Vivigermania, hanno organizzato un evento speciale per celebrare il 70 anniversario dell’accordo bilaterale Italia-Germania del 1955.
Un accordo che ha cambiato la vita a milioni di persone.
Un accordo che, forse senza saperlo, ha messo le basi anche per la tua storia, per la mia, e per quella di tanti italiani che oggi cercano di vivere in Germania, lavorare qui, costruirsi un futuro.
Per celebrare questo anniversario ho realizzato un film-documentario a cui tengo moltissimo: La forza di partire. È un viaggio dentro le memorie autentiche dei primi italiani che hanno lasciato la loro terra per venire a lavorare in Germania.
Non attori.
Non ricostruzioni.
Persone vere, ultraottantenni, che ancora oggi portano negli occhi la luce — e le ferite — di quei tempi.
E oggi voglio raccontarti quello che ho imparato.
Perché il 70° Anniversario non è una celebrazione del passato, ma del presente
Quando pensi al 1955 probabilmente immagini foto in bianco e nero, valigie di cartone, treni affollati.
E tutto questo è vero.
Ma la cosa più forte che ho capito, mentre giravo il mio film, è che quelle storie non sono affatto finite.
Le ritroviamo ancora oggi nelle difficoltà, nei sogni, nella nostalgia, nelle speranze di chi — come forse tu — decide di trasferirsi in Germania per un lavoro migliore.
L’accordo del 1955 non è solo un pezzo di storia.
È il momento in cui l’Italia ha detto ai suoi figli:
“Non posso darti tutto quello che meriti. Vai, prova a costruire qualcosa fuori.”
E la Germania, ferita dalla guerra, ma piena di voglia di ricostruire, ha risposto:
“Venite. Abbiamo bisogno di voi.”
Settant’anni dopo, quel legame continua a vivere.
Nel 1955 i primi italiani arrivavano soprattutto in Baden-Württemberg, Baviera e Renania. Oggi, secondo i dati AIRE, gli italiani ufficialmente iscritti in Germania sono oltre 950.000, ma gli non iscritti probabilmente superano il milione.
È una migrazione silenziosa, ma continua.
E soprattutto, è una migrazione fatta di storie, esattamente come quelle che ho raccolto nel mio documentario.
Le storie semplici che raccontano l’Italia di ieri (e anche quella di oggi)
Le interviste del mio film sono state realizzate insieme alla giornalista Valentina Linzalata.
Io ho curato tutto il resto: le riprese, il montaggio, la musica, la ricerca delle fonti, il recupero delle immagini d’epoca, persino l’audio.
E l’attore e amico Marco Antonio Romano ha dato la voce alla parte introduttiva, con un’intensità che ancora oggi mi emoziona quando la riascolto.
Le storie che abbiamo raccolto non sono “storie epiche”.
Sono storie vere, di persone semplici.
C’è chi è partito con un solo cambio di vestiti.
Chi non aveva mai visto la neve.
Chi, arrivato nelle baracche di legno della Germania del sud, ha pensato “torno a casa subito”.
Chi scriveva lettere a mano ogni settimana “perché il telefono era una cosa che si vedeva nei film”.
Una signora mi ha detto:
“La prima pizza i tedeschi l’hanno mangiata a casa nostra. Non sapevano nemmeno cosa fosse.”
Un altro, un muratore calabrese, è arrivato a Monaco di Baviera a 17 anni.
Quando ha visto i cappelli bavaresi e i pantaloni di pelle, ha pensato fossero militari.
E aveva paura.
Paura vera.
Le sue parole:
“Mi dicevo: ma chi te l’ha fatto fare?”
E invece è rimasto, ha lavorato 12 ore al giorno per anni, ha imparato la lingua, ha fatto amici tedeschi, ha messo su famiglia.
Oggi ha nipoti che parlano tedesco e italiano.
Vivere in Germania oggi: cosa è cambiato e cosa è rimasto uguale
Forse ti stai chiedendo: “Ma che c’entra con me?”
C’entra eccome.
Quando parlo con chi arriva in Germania adesso, nel 2025, sento molte problematiche che si somigliano a quelle di settant’anni fa — solo cambiate forma:
la lingua che spaventa
la burocrazia che sembra un muro
la solitudine dell’inizio
le prime settimane senza riferimenti
l’incertezza se rimanere o tornare indietro
Ma c’è una differenza enorme: oggi non sei solo.
Hai internet.
Hai comunità italiane ovunque.
Hai gruppi, pagine Facebook, YouTube, WhatsApp.
Hai siti come Vivigermania, che nascono proprio per darti una mano.
Ecco una cosa che molti non sanno: secondo uno studio della Bundesagentur für Arbeit, gli italiani in Germania hanno il tasso di occupazione più alto tra tutti i cittadini dell’Europa mediterranea.
E, cosa ancora più importante, le aziende tedesche stanno ricominciando ad avere un forte bisogno di lavoratori italiani, proprio come negli anni ’60.
Questo non lo dico per motivarti, ma perché è un dato.
Oggi mancano:
tecnici
infermieri
operai specializzati
autisti
elettricisti
personale della ristorazione
figure IT
Tutte professioni in cui gli italiani si distinguono da sempre.
Perché ho realizzato questo documentario e cosa può insegnare a te
Ti dico la verità: girare La forza di partire è stato molto più faticoso di quanto immaginassi.
Per mesi ho girato tra Stoccarda, Ulm, Söflingen, paesini sperduti, cucine, salotti, centri anziani… ovunque fosse necessario.
Ogni intervista era un viaggio dentro il cuore di una storia che rischiava di andare perduta.
Quando mi sedevo di fronte a questi signori e signore, molti con più di 80 anni, vedevo nei loro occhi qualcosa che oggi si è quasi perso: la gratitudine per quello che si è riusciti a costruire con fatica.
Una frase mi è rimasta addosso:
“In Germania i soldi sono per terra. Devi solo abbassarti e raccoglierli.”
Ovviamente era una metafora, ma rende bene l’idea: qui il lavoro c’è sempre stato.
Quello che serve è la volontà di impegnarti.
E questo, credimi, vale ancora oggi.
Come nasce un evento che unisce due Paesi (e due generazioni)
L’evento del COMITES Stoccarda è nato da mesi di lavoro dietro le quinte.
Con Gino Bucci, che è il Presidente, abbiamo fatto decine di riunioni, pianificato ogni dettaglio, risolto mille imprevisti (e qualche mal di testa).
Abbiamo coinvolto:
la Direttrice Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie della Farnesina Silvia Limoncini
la Console generale Laura Lamia
il Sindaco di Stoccarda Frank Nopper
l’Onorevole Toni Ricciardi
l’Onorevole Simone Billi
la IG Metall con Tony Potenza
la DGB con Kai Burmeister
giornalisti, volontari, creator, membri dell’associazionismo
E ovviamente i nostri protagonisti, i “pionieri”, arrivati qui negli anni ’50 e ’60.
Tutto gratuito, tutto aperto al pubblico.
Solo posti limitati — come sempre in Germania, l’organizzazione deve essere perfetta.
E per chi viene oggi, per chi arriva in Germania magari con la valigia piena più di dubbi che di vestiti, queste testimonianze valgono più di qualunque consiglio.
Cosa può insegnarti questa storia se stai pensando di vivere in Germania
La lezione più grande è semplice:
Chi parte non va mai via del tutto, ma porta con sé un pezzo di cuore — e ne lascia un altro dove ricomincia.
Se vuoi trasferirti in Germania, o se ci vivi da poco, queste storie possono aiutarti a capire una cosa fondamentale:
Non sei solo il protagonista di una nuova vita.
Sei anche l’erede di una lunga storia di coraggio.
E credimi: quando conosci questa storia, affronti il presente con occhi diversi.
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Maurizio Palese
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