Il mio viaggio a Monaco di Baviera


Incontriamo Daniel della pagina Il mio viaggio a Monaco di Baviera

Ciao a tutti! Oggi voglio raccontarti una storia che mi ha colpito profondamente durante una delle mie ultime live sul canale YouTube di Vivigermania. Ho avuto il piacere di intervistare Daniele, un creator ed un software engineer pugliese che ha fatto il grande salto verso Monaco di Baviera. La sua esperienza rappresenta perfettamente quello che significa davvero vivere in Germania oggi, con tutte le luci e le ombre che questo comporta.

Daniele è nato nel 1979 in Belgio, dove i suoi genitori erano emigrati per lavorare nelle acciaierie vicino Bruxelles. Nonostante le origini barese, ha vissuto ben 25 anni a Roma, costruendo una solida carriera nel settore IT. La sua storia professionale è quella di tanti italiani brillanti: 10 anni in Wind Telecomunicazioni (dal boom del mobile del 2000), poi un anno sabbatico dedicato alla fotografia con un master all’Istituto Superiore di Fotografia di Roma, viaggi in India e Sud America, e infine altri 15 anni in una società informatica romana.

Ma il vero punto di svolta è arrivato nel 2024, quando BMW Monaco gli ha fatto un’offerta che, come dice lui stesso, ti fa “alzare le mani”: un contratto da dipendente diretto per l’azienda automobilistica tedesca. A 44 anni, con tre bambini piccoli e una moglie incinta del terzo figlio, Daniele ha dovuto prendere la decisione più difficile della sua vita.

Il trasferimento in Germania: tra opportunità e sacrifici

Qui arriviamo al cuore della questione che interessa a te che stai pensando di trasferirti in Germania: come si affronta davvero questo cambiamento?

Daniele ha scelto la strada che io consiglio sempre: è partito da solo a luglio 2024, lasciando la famiglia in Italia per sei mesi. Non è stato facile. Anzi, mi ha confessato una cosa che raramente si ammette pubblicamente: “I primi giorni uscivo dall’ufficio e piangevo da solo per strada. Non avevo nessuno con cui parlare italiano, dopo un’intera giornata in inglese con i nuovi colleghi”.

Questa è la realtà che spesso viene nascosta nei post Instagram patinati sull’estero. Anche quando hai un ottimo lavoro, anche quando BMW ti offre un appartamento (per quanto piccolo), anche quando parli inglese fluentemente, l’impatto emotivo dei primi mesi in Germania è devastante.

Vivere in Germania: Il confronto con l’Italia

Durante la nostra chiacchierata, Daniele ha toccato alcuni punti che secondo me sono fondamentali per chi sta valutando il trasferimento.

Mobilità e Organizzazione

“Quando per 25 anni devi fare 2 ore e mezza di traffico per 30 chilometri a Roma, e poi arrivi in Germania e ne impieghi 35-40 minuti, rimani allibito”, mi ha detto. Lui vive ad Erding, circa 30 km da Monaco, e la differenza con la sua vecchia vita ad Anzio è abissale.

Non parliamo solo di traffico: la metro che arriva puntuale, le stazioni pulite e sicure, la possibilità di girare in bicicletta ovunque. Sono dettagli che cambiano la qualità della vita quotidiana.

I Numeri che Fanno Riflettere

Daniele ha condiviso un dato che fa davvero pensare: nel 2024 in Italia ci sono stati 136.000 furti d’auto denunciati. In tutta la Baviera? 559. Sì, hai letto bene: cinquecentocinquantanove.

Non è questione di fare il tifo per un paese contro l’altro. È semplicemente un dato di fatto che dice qualcosa sulla sicurezza, sull’organizzazione sociale, sul funzionamento delle istituzioni.

Il mio viaggio a Monaco di Baviera: il progetto di Daniel

Quello che mi ha colpito di Daniele non è solo la sua storia personale, ma anche il progetto che ha creato: “Il mio viaggio a Monaco di Baviera”. Ha scelto questo nome ispirandosi a Piero Armenti e al suo “Mio viaggio a New York”, con l’idea di raccontare Monaco non da turista, ma da residente.

Un Blog Diverso dai Soliti

La sua pagina Facebook ha raggiunto quasi 14.000 follower in meno di un anno (dato aggiornato al 19.12.25), e questo la dice lunga sulla qualità dei contenuti. Daniele non fa video brevi e superficiali: scrive post lunghi, articolati, quasi articoli da blog. Analizza dati, statistiche, confronta realtà diverse.

“Molti mi hanno criticato”, mi ha detto, “soprattutto quando riporto qualcosa dell’Italia che non funziona. Ma io amo la Puglia, amo l’Italia. Proprio per questo vorrei che migliorasse, che prendesse spunto da ciò che funziona altrove”.

Il Libro: “Eppure Sono Ancora Qui”

Ha anche scritto un libro dal titolo significativo: Eppure sono ancora qui: un italiano in Baviera. Non è la solita guida turistica, ma un racconto sincero e profondo fatto di momenti quotidiani, di gesti apparentemente insignificanti che raccontano più di qualsiasi guida.

Come scrive lui stesso nella presentazione: “Sono i silenzi rispettosi nei corridoi delle scuole, la precisione con cui la gente ordina al mercato, la puntualità dei treni, la calma delle conversazioni tra vicini. Tutto questo, insieme, forma un mosaico di esperienze e insegnamenti che solo chi vive davvero qui può comprendere fino in fondo.”

Il libro racconta quella resistenza quotidiana, quella curiosità che ti spinge a restare nonostante le difficoltà. È la testimonianza di chi ha trovato armonia nei gesti quotidiani, nei ritmi lenti, nei silenzi che insegnano più di mille parole. Un documento prezioso per chi sta per fare lo stesso percorso e vuole capire cosa significa davvero vivere in Germania, non solo visitarla.

Le difficoltà di vivere in Germania: la verità senza filtri

La Barriera Linguistica

Daniele parla inglese fluentemente, ma questo in Germania non basta sempre. “Per andare dal pediatra, parlare con le maestre, fare la spesa, mia moglie ha bisogno sempre di me perché non parla né tedesco né inglese”, racconta.

La moglie sta per iniziare un corso serale di tedesco, nonostante la difficoltà di gestire tre bambini piccoli. L’obiettivo minimo è il B1, quello ottimale il B2. Io stesso ci ho messo anni per raggiungere un livello decente, e non è una vergogna ammetterlo.

L’Integrazione Sociale

“All’inizio i tedeschi sembrano freddi, molto sulle loro”, spiega Daniele. “Ma quando vedono che tipo di persona sei, cominciano ad aprirsi”. Non è questione di essere robot o senza cuore: è semplicemente un modo diverso di costruire le relazioni.

Una cosa che mi ha raccontato e che condivido totalmente: in Germania non esiste il “passiamo a prendere un caffè”. Gli appuntamenti vanno presi con anticipo, la casa è uno spazio privato che raramente si condivide. Ma questo non significa impossibilità di fare amicizie vere.

Lo Shock Culturale

Il primo giorno in ufficio, Daniele è entrato e si è trovato nel “vuoto cosmico”: silenzio assoluto, solo il rumore delle tastiere. A Roma era abituato a musica, saluti, chiacchiere. “Mi sembrava di essere tra i morti”, scherza ora, ma l’impatto iniziale è stato forte.

E poi ci sono i dettagli: devi arrivare 10 minuti prima all’appuntamento dal medico, ma poi ti fanno aspettare 20 minuti. Se attraversi la strada 20 metri prima delle strisce pedonali, qualcuno ti suona da un chilometro di distanza. È una precisione che a volte può sembrare eccessiva, ma che alla fine fa funzionare il sistema.

Perché la Germania funziona meglio dell’Italia?

Durante la nostra chiacchierata, siamo tornati più volte su questo tema dolente. Non per godere delle difficoltà italiane, ma perché fa male vedere un paese bellissimo come l’Italia arrancare mentre potrebbe eccellere.

Daniele l’ha detto meglio di me: “L’Italia copre lo 0,5% della superficie terrestre ed è uno dei paesi più belli al mondo. Abbiamo montagne, laghi, mare, colline, la storia dell’Impero Romano. Pensa che paese sarebbe se avessimo l’organizzazione e il rispetto che c’è in Germania”.

Il problema, secondo me e secondo Daniele, è culturale. In Italia si giustifica tutto: i parcheggiatori abusivi (“ma mi danno il buongiorno”), la criminalità, l’inefficienza. Si vota il “meno peggio” invece che il migliore. E quando qualcuno porta dati oggettivi per dimostrare che altrove funziona meglio, viene accusato di essere un “esterofilo”.

I figli in Germania: sfide e opportunità

Daniele ha tre bambini piccoli. Il più grande, di 7 anni, aveva già iniziato la prima elementare in Italia. Qui in Germania gli hanno consigliato 6 mesi di Kindergarten per la lingua, e lui non era contento: alto per la sua età, si trovava con bambini di 3-4 anni che neanche parlavano tedesco correttamente.

Ma ecco il consiglio d’oro che gli ho dato e che ripeto a te: in casa parlate italiano. I bambini impareranno il tedesco rapidamente a scuola, probabilmente meglio dei genitori. Ma se in casa non mantenete l’italiano, lo perderanno per sempre.

Io stesso ho visto italiani i cui figli ormai non parlano più una parola di italiano. È un peccato enorme perdere completamente le proprie radici.

Il confronto con la vecchia emigrazione

Durante la live ho accennato al documentario che ho realizzato sugli emigrati italiani degli anni ’50-’60 in Germania. Daniele ha fatto un’osservazione importante: “Quello che ho fatto io è un gioco rispetto a loro”.

E ha ragione. Loro arrivavano senza WhatsApp, senza internet, senza cellulare. Molti non sapevano leggere né scrivere. Vivevano in baracche di legno con il bagno fuori, identiche a quelle dei campi di concentramento. Non parlavano tedesco, non parlavano inglese, spesso si capivano a malapena tra loro perché ognuno parlava solo il proprio dialetto.

E nonostante tutto questo, nonostante le storie terrificanti che sentivano sulla Germania, passavano il Brennero con la speranza di una vita migliore. Questa è la vera emigrazione, quella che ha costruito le basi della comunità italiana in Germania che oggi conta 200.000 iscritti AIRE solo nel Baden-Württemberg (ma probabilmente il doppio considerando i non iscritti).

Nel 2024, solo a Stoccarda, sono arrivati 5.500 nuovi italiani. È un flusso continuo che racconta molto sullo stato dell’Italia.

Vivere in Germania: i consigli pratici

Sulla base della mia esperienza e di quella di Daniele, ecco cosa ti consiglio se stai pensando di trasferirti:

  1. Parti da Solo (Almeno Inizialmente) – Se hai una famiglia, il mio consiglio è sempre lo stesso: parte chi ha il reddito migliore, uomo o donna che sia. Sistemarsi, trovare casa, ambientarsi un minimo, e poi far arrivare la famiglia. Io sono stato separato dalla mia famiglia da febbraio a giugno, ed è stato durissimo. Daniele ha fatto sei mesi. Ma è necessario.
  2. Studia il Tedesco PRIMA di Partire – Daniele è riuscito perché parla inglese e lavora in un ambiente internazionale. Ma sua moglie sta soffrendo molto la barriera linguistica. Non aspettare di essere in Germania per iniziare a studiare.
  3. Accetta che i Primi Due Anni Saranno Difficili – Non sto cercando di scoraggiarti, sto cercando di prepararti. Io stesso, a 46 anni, ho trovato i primi anni devastanti. La lingua, la burocrazia, la lontananza dalla famiglia, il clima, il cibo, le abitudini diverse. Ma se resisti, dopo migliora.
  4. Non Aspettare che Ti Vengano a Cercare – Le amicizie in Germania si costruiscono, ma devi metterti in gioco. Partecipa alle community italiane (a Monaco c’è “Che fai?”, una community WhatsApp molto attiva), frequenta i parchi giochi se hai figli, iscriviti a corsi o gruppi sportivi.
  5. Mantieni le Prospettive Realistiche – Daniele guadagna bene, ha un ottimo lavoro, vive in una bella zona. Ma ha anche pianto per strada i primi giorni. Non esiste il trasferimento perfetto. La Germania funziona meglio dell’Italia su molti aspetti, ma non è il paradiso terrestre.

La comunità italiana in Germania

Una cosa che Daniele non si aspettava era trovare una comunità italiana così grande a Monaco. Questo fa la differenza, soprattutto nei primi mesi. Avere qualcuno con cui parlare italiano, condividere le difficoltà, scambiarsi consigli pratici.

Per questo io stesso ho creato sul mio sito una pagina dedicata ai creator che parlano di Germania. Ora ce ne sono più di 20, ognuno con la propria esperienza e prospettiva. Potrei vederli come competitor, ma non è così: credo che chi vuole trasferirsi in Germania debba ascoltare più voci, più esperienze, per farsi un’idea completa.

Il futuro di Il mio viaggio a Monaco di Baviera

Daniele non ha un modello di business definito per la sua pagina. Non chiede abbonamenti, non offre servizi a pagamento. “Non ho contenuti esclusivi”, dice. “Do una miniguida sui posti da visitare in Baviera, racconto curiosità, condivido la mia esperienza. Ma non faccio la guida turistica, non ho tempo”.

Ha però aperto da poco un canale YouTube dove pubblica video in 4K dei suoi giri in bicicletta per la Baviera. L’algoritmo di YouTube è più lento di Facebook, ma piano piano sta crescendo anche lì.

Il bello del suo approccio è l’onestà. Non ti vende sogni, non ti nasconde le difficoltà. Ti racconta la realtà, con dati, statistiche, esperienze personali. E questo, in un mondo di social dove tutti mostrano solo il meglio, è un valore enorme.

Riflessioni finali: vale la pena trasferirsi in Germania?

Dopo aver parlato con Daniele, la mia risposta è: dipende.

Dipende dalla tua età (a 20 anni è un’avventura, a 60 anni è probabilmente troppo tardi), dalla tua situazione familiare, dalle tue competenze professionali, dalla tua conoscenza delle lingue, dalla tua capacità di adattamento.

Quello che posso dirti con certezza è che la Germania offre opportunità che in Italia semplicemente non ci sono. Stipendi più alti, meritocrazia, servizi che funzionano, sicurezza, organizzazione. Ma richiede sacrifici enormi: lontananza dalla famiglia, difficoltà linguistiche, shock culturale, solitudine iniziale.

Daniele, con la sua offerta BMW e il suo inglese fluente, è partito avvantaggiato. Eppure ha pianto per strada. Io, che sono partito praticamente con niente, ho dovuto grattare il fondo del barile. Ma oggi, dopo 12 anni, posso dire che ne è valsa la pena.

La differenza la fa l’atteggiamento. Se vieni in Germania sperando che sia come l’Italia ma con più soldi, fallirai. Se vieni accettando che è un paese diverso, con pregi e difetti, e sei disposto ad adattarti, ce la puoi fare.

Dove trovare Daniel

Se vuoi seguire il percorso di Daniele, cercalo su Facebook come “Il mio viaggio a Monaco di Baviera“. Ha quasi 14.000 follower (dato aggiornato al 19.12.25) e pubblica regolarmente contenuti di qualità su Monaco, la Baviera e la vita in Germania.

Ha anche un canale YouTube dove sta iniziando a pubblicare video in 4K dei suoi giri in bici (cercalo come “Il mio viaggio a Monaco di Baviera” anche lì).

Leggi il Suo Libro

Se vuoi approfondire la sua storia emotiva e scoprire cosa significa davvero vivere in Baviera attraverso gli occhi di chi l’ha scelto come casa, ti consiglio caldamente il suo libro Eppure sono ancora qui: un italiano in Baviera, disponibile su Amazon.

Non è un libro di viaggio, ma un viaggio dentro un libro. Un percorso fatto di emozioni, incontri e riflessioni, scritto per chi ama osservare, ascoltare e lasciarsi sorprendere dai piccoli dettagli della vita.

Come dice Daniele stesso:

“Vivere davvero, in fondo, significa imparare a guardare il mondo con occhi nuovi — e accorgersi, un giorno, che anche lontano da casa, ci si può sentire finalmente a casa.”

Un libro perfetto per chi sta considerando il trasferimento in Germania e vuole una visione autentica, senza filtri, di cosa significa davvero fare questo passo.

Eppure sono ancora qui: un italiano in Baviera
Conclusione

La storia di Daniele è quella di tanti italiani che in questi anni stanno scegliendo la Germania. Non perché odiano l’Italia, ma perché amano i loro figli e vogliono dare loro un futuro migliore. Non perché sono esterofili, ma perché vogliono vivere in un paese che funziona.

Come dice Daniele: “Se ho un pollo da mangiare e tu ne hai due, per la statistica mangiamo entrambi un pollo. Ma nella realtà io muoio di fame e tu no”. I numeri vanno letti, interpretati, contestualizzati. Ma 136.000 furti contro 559 dicono qualcosa di molto chiaro.

Io continuerò a fare quello che faccio: raccontare la Germania con onestà, presentare altri creator, dare voce a esperienze diverse. Perché credo che solo ascoltando più voci si possa avere una visione completa e prendere decisioni informate.

E tu? Stai pensando di trasferirti in Germania? Hai domande sulla vita qui? Lascia un commento o scrivimi. Sono sempre felice di aiutare chi sta facendo questo percorso.

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A presto,
Maurizio

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