Rimborso pensione tedesca
Trasferirsi e vivere in Germania per anni, contribuire al sistema previdenziale tedesco, poi tornare in Italia a godersi la pensione… e scoprire che il fisco vuole tassare quella pensione due volte. Una in Germania, una in Italia. Sembra assurdo, ma per migliaia di pensionati italiani è stata una realtà concreta — e dolorosa.
Io di Vivigermania seguo da anni le storie di chi ha costruito la propria vita tra i due Paesi, e questa è una delle situazioni che mi viene segnalata più spesso. La buona notizia è che esiste una soluzione — e oggi te la spiego passo per passo.
La Convenzione Italia-Germania contro la doppia imposizione: cosa dice davvero
Il punto di partenza è la Convenzione contro la doppia imposizione fiscale firmata tra Italia e Germania a Bonn nel 1989. Il concetto chiave è semplice: se hai la cittadinanza italiana e risiedi in Italia, la tua pensione tedesca deve essere tassata solo in Italia, non in entrambi i Paesi.
Ma c’è un dettaglio fondamentale che in pochi conoscono: l’Italia non può tassare l’intera pensione lorda. Deve prima calcolare quale parte di quella pensione sarebbe tassabile secondo il diritto tedesco — la cosiddetta “base imponibile fittizia” — e applicare l’IRPEF solo su quella quota. La percentuale dipende dall’anno in cui sei andato in pensione.
Perché molti hanno pagato troppo: il problema del certificato mancante
Fino a poco tempo fa, la Germania non inviava automaticamente il documento che attesta la quota esente. Senza quel certificato, molti pensionati — o i loro commercialisti, o i CAF — inserivano la pensione tedesca per intero nella dichiarazione italiana. Risultato: IRPEF calcolata su una base imponibile troppo alta, per anni.
Un esempio concreto per capire quanto costa questo errore:
Supponiamo una pensione tedesca di 18.000 euro lordi annui e un pensionamento nel 2020, quando la quota imponibile era dell’82%. La base imponibile corretta è quindi 14.760 euro, non 18.000. La differenza di IRPEF è di circa 745 euro all’anno. Moltiplicato per 5 anni: quasi 3.750 euro da recuperare. Non sono bruscolini, come diciamo a Sud.
La svolta: il Finanzamt Neubrandenburg invia i certificati in automatico
Dopo un lungo lavoro tra i ministeri delle Finanze tedesco e italiano, è arrivata una novità importante: il Finanzamt Neubrandenburg — l’ufficio tedesco competente per i pensionati residenti all’estero, una sorta di sportello dedicato agli europei con pensione tedesca — ha avviato l’invio automatico dei certificati. Niente moduli da compilare, niente richieste da fare. La lettera arriva direttamente a casa, in tedesco e in italiano, e contiene la quota esente ufficiale della tua pensione.
Questo certificato è la chiave che sblocca anche la possibilità di rimborso tasse pensionati per gli anni precedenti.
⚠️ Attenzione: questa procedura vale solo per chi ha cittadinanza italiana ed è residente in Italia. Chi ha solo la cittadinanza tedesca, anche se vive in Italia, non rientra in questo sistema automatico.
Il Rentenfreibetrag: il dettaglio che in pochi conoscono
C’è un aspetto tecnico che vale la pena conoscere, anche solo per capire meglio la propria situazione. Il Rentenfreibetrag — cioè la quota esente — viene calcolato solo nel primo anno di pensione e poi rimane fisso in euro per sempre, anche se la pensione aumenta nel tempo.
Tradotto in pratica: chi è andato in pensione nel 2005, quando la quota esente era del 50%, ha un vantaggio maggiore rispetto a chi è andato in pensione nel 2020. E chi ha visto crescere la propria pensione nel tempo grazie agli adeguamenti, ha una quota esente che pesa sempre di più sul bilancio finale. Il certificato tiene conto di tutto questo.
Come chiedere il rimborso pensione: i 4 passi concreti
Veniamo al dunque. Cosa fare concretamente per ottenere il rimborso pensione e non perdere i tuoi soldi?
1. Aspetta (o richiedi) il certificato del Finanzamt Neubrandenburg Se ancora non ti è arrivato, attendi: hanno garantito l’invio per tutti. Se dopo qualche mese non arriva, puoi rivolgerti a un Patronato (INCA-CGIL, ENASC, ACLI) che ti aiuta a fare richiesta direttamente. Il Finanzamt ha chiesto di non intasare gli uffici con telefonate: tutto è automatizzato.
2. Calcola quanto hai pagato in eccesso Con il certificato in mano, confronta la base imponibile corretta con quella usata nelle tue dichiarazioni precedenti. Meglio farlo con un commercialista o un CAF esperto di redditi esteri.
3. Scegli la strada giusta Hai due opzioni principali:
- Dichiarazione integrativa: se sei ancora nei termini (fino a 5 anni dalla dichiarazione originale), puoi ripresentare le dichiarazioni degli anni interessati con la quota esente certificata. Il rimborso arriva dall’Agenzia delle Entrate.
- Istanza di rimborso: se non puoi più presentare dichiarazione integrativa, invia istanza scritta al Centro Operativo dell’Agenzia delle Entrate di Pescara (via Rio Sparto 21, 65100 Pescara), allegando il certificato e la documentazione delle tasse pagate.
4. Agisci subito — il tempo conta Il diritto al rimborso si prescrive in 5 anni. Ogni anno che passa è un anno di rimborso che svanisce. Appena hai il certificato, portalo da un consulente. Non domani: adesso.
L’errore più comune (e più costoso) da evitare
Il classico errore che vedo fare è questo: arriva una lettera in tedesco dal Finanzamt, il pensionato non capisce, si spaventa e la mette in un cassetto. Le lettere del Finanzamt non si autodistruggono. Si moltiplicano — e arrivano con interessi e sanzioni.
Per il rimborso, l’errore equivalente è aspettare. Ogni anno di attesa è un anno di rimborso perso.
Un ultimo avviso importante: io ti do la notizia e ti oriento, ma non sono un consulente fiscale. Non chiedermi se l’importo che paghi è corretto o meno — dipende da troppi fattori personali. Per quello, affidati a un professionista specializzato.
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- 🏛️ Finanzamt Neubrandenburg — Ufficio competente per pensionati residenti all’estero
- 📄 Convenzione contro la doppia imposizione Italia-Germania (Bonn, 1989) in tedesco
- 📄 Convenzione contro la doppia imposizione Italia-Germania (Bonn, 1989) in italiano
- 🏢 Agenzia delle Entrate — Centro Operativo di Pescara – Via Rio Sparto 21, 65100 Pescara
- 🏛️ Ministero dell’Economia e delle Finanze tedesco (BMF)
- 🏛️ Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano (MEF)
- 🤝 Patronato INCA-CGIL
- 🤝 Patronato ENASC
- 🤝 Patronato ACLI
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Maurizio Palese
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