2000€ nuova tassa sanitaria


2000€ nuova tassa sanitaria per gli iscritti AIRE: la nuova legge colpisce gli italiani in Germania?

Oggi devo parlarti di una novità che dal 2026 cambierà le regole del gioco per migliaia di italiani all’estero. Se stai pensando di trasferirti in Germania o ci vivi già, questa notizia ti riguarda indirettamente ma è fondamentale che tu la conosca.

Dal 2026 chi è iscritto all’AIRE e vive fuori dall’Unione Europea dovrà pagare un contributo fisso di 2000 euro all’anno per mantenere la tessera sanitaria italiana e accedere al Servizio Sanitario Nazionale. Sì, hai capito bene: duemila euro, non rateizzabili, da versare in un’unica soluzione.

Prima che tu ti allarmi: se vivi in Germania questa tassa non ti riguarda. Ma continua a leggere, perché capire questa legge ti aiuterà a comprendere meglio i tuoi diritti sanitari quando vivi all’estero e aprire una finestra sui possibili sviluppi futuri magari nei prossimi anni.

Cos‘è l’AIRE e perché ti riguarda se vivi in Germania

L’AIRE è l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, il registro in cui devi iscriverti obbligatoriamente quando ti trasferisci stabilmente fuori dall’Italia per più di 12 mesi.

Oggi ci sono oltre 6,4 milioni di italiani iscritti all’AIRE in tutto il mondo. Il dato interessante? Negli ultimi anni circa 1 persona su 4 ha cercato di mantenere la tessera sanitaria italiana pur vivendo all’estero, creando un enorme pasticcio burocratico che il governo ha deciso di risolvere con questa nuova legge.

Quando ti trasferisci in Germania, l’iscrizione all’AIRE è fondamentale: ti permette di votare dall’estero, rinnovare i documenti al consolato ed essere in regola fiscalmente. Ma comporta anche la cancellazione automatica dalla tua ASL italiana.

La tassa AIRE da 2000€: chi deve pagarla e come funziona

Nel novembre 2025 il Parlamento ha approvato in prima lettura una legge che introduce questo contributo annuale. Ma attenzione: riguarda solo gli iscritti AIRE residenti in Paesi extra-UE ed extra-EFTA (Stati Uniti, Canada, Australia, Brasile, Argentina, Emirati Arabi, ecc.).

Chi vive in Germania è escluso grazie alle convenzioni sanitarie europee.

Ecco come funziona il meccanismo:

  • 2000€ da pagare una volta all’anno, in un’unica soluzione
  • Il pagamento avviene tramite pagoPA o bonifico alla Regione di riferimento
  • In cambio ottieni/mantieni la tessera sanitaria italiana valida per 12 mesi
  • Hai accesso completo al SSN: medico di base, specialisti, pronto soccorso, esami, ricoveri
  • Se non paghi, restano garantite solo le cure urgenti, ma perdi l’accesso a visite programmate, controlli di routine e terapie

I proventi non restano “a Roma”: vanno direttamente nei bilanci delle Regioni che gestiranno la tua assistenza sanitaria.

Esenzioni dalla tassa sanitaria AIRE: chi non deve pagare

La legge prevede pochissime esenzioni, molto specifiche:

  1. Minori iscritti all’AIRE, purché almeno un genitore o tutore abbia già pagato il proprio contributo
  2. Persone con disabilità grave, riconosciute ai sensi della legge 104/1992

E basta. Non ci sono riduzioni per anziani, per reddito basso, per situazioni particolari. Non puoi rateizzare, non ci sono sconti. Duemila euro secchi per tutti.

Perché è stata introdotta questa tassa: le ragioni del Governo

La ragione è economica e organizzativa. Il Servizio Sanitario Nazionale si finanzia con le tasse e i contributi di chi vive e lavora in Italia. Se vivi a New York o a Sydney, non paghi IRPEF in Italia, non versi contributi previdenziali italiani, ma magari vuoi comunque tornare a curarti “gratis”.

Il governo ha stimato che il costo medio annuo per assistere un cittadino nel SSN sia proprio di circa 2000 euro. La logica quindi è: “Se vuoi il servizio ma non contribuisci fiscalmente, devi versare direttamente quanto costerebbe assisterti”.

Durante il dibattito parlamentare i promotori hanno parlato di una “riforma di giustizia”, sostenendo che finalmente gli italiani all’estero potranno conservare i propri diritti pagando una quota chiara e trasparente.

Le mie perplessità: vale davvero la pena pagare 2000€?

Qui ti devo dire la mia opinione personale, quella che condivido da anni qui su Vivigermania quando parliamo di Italia e Germania.

Io rimango piuttosto perplesso. Sento continuamente di liste d’attesa che vanno oltre i 12 e anche 18 mesi per visite specialistiche. Conosco parenti e amici in Italia che, per evitare queste attese infinite, sono costretti a rivolgersi alla sanità privata a pagamento.

Quindi la mia domanda è: ha senso pagare 2000 euro all’anno per accedere a un sistema sanitario in estrema difficoltà che poi ti costringe comunque ad andare nelle cliniche e negli studi privati a pagamento?

Il SSN italiano è nato come uno dei migliori sistemi sanitari pubblici al mondo, ma negli ultimi anni i tagli e le inefficienze lo hanno messo in ginocchio in molte regioni. Sono curioso di vedere tra un anno i risultati di questa novità: quanti italiani all’estero pagheranno davvero? E soprattutto, i soldi raccolti serviranno a migliorare il servizio?

Vivere in Germania: ecco perché non paghi la tassa AIRE

Ora la parte che ti interessa davvero. Se vivi in Germania o stai per trasferirti qui, questa tassa non ti riguarda. Per adesso.

Perché? Semplice: Germania e Italia fanno parte dell’Unione Europea, e all’interno dell’UE valgono le convenzioni sanitarie europee. Quando ti iscrivi all’assicurazione sanitaria tedesca (obbligatoria), hai diritto all’assistenza sanitaria anche in Italia quando torni temporaneamente.

Come funziona? Tramite la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM), che in Germania è la parte posteriore della tua normale Gesundheitskarte. Con quella puoi ricevere cure mediche necessarie e urgenti durante un soggiorno temporaneo in Italia.

Attenzione: parliamo di cure urgenti durante un soggiorno temporaneo, non di tornare in Italia appositamente per operazioni o terapie programmate.

Il sistema sanitario tedesco è completamente diverso: paghi un’assicurazione mensile (circa 200-400 euro al mese a seconda del reddito), ma in cambio hai accesso rapido a visite, specialisti ed esami. Niente liste d’attesa di anni. Di solito entro poche settimane hai il tuo appuntamento.

Sistema sanitario tedesco vs italiano: un confronto rapido

Già che siamo in tema, lascia che ti faccia un confronto veloce:

Italia:

  • Sistema pubblico universale (teoricamente gratuito)
  • Liste d’attesa spesso lunghissime (12-18 mesi)
  • Qualità variabile da regione a regione
  • Sempre più persone costrette a rivolgersi al privato

Germania:

  • Sistema assicurativo obbligatorio
  • Costo: circa 2.400-4.800 euro all’anno
  • Accesso rapido alle cure (2-3 settimane)
  • Standard elevati e uniformi

In Germania paghi di più, ma il servizio c’è davvero. È una delle differenze che ho notato di più da quando vivo qui.


Il futuro: la tassa arriverà anche in Germania?

Tutto sembra dire che gli iscritti AIRE non dovranno pagare, anche se tra le righe, ed un po per esperienza mi verrebbe da pensare “per adesso” questa tassa riguarda solo Paesi extra-UE.

È una considerazione legittima. Se questa misura dovesse funzionare dal punto di vista delle entrate, non è escluso che in futuro il governo possa pensare di estenderla anche all’UE, magari con modalità diverse.

Sarebbe tecnicamente complicato per via delle normative europee, ma mai dire mai quando si parla di leggi italiane. Per ora, comunque, chi vive in Germania può stare tranquillo.

Conclusioni: una legge che non ti riguarda (ma che devi conoscere)

Eccoci alla fine. Spero di averti chiarito le idee sulla tassa sanitaria AIRE da 2000€ e soprattutto di averti rassicurato: se vivi in Germania, questa novità non impatta il tuo portafoglio.

Resta comunque una vicenda da seguire, perché ci dice molto sullo stato della sanità italiana e sulle scelte politiche del Paese. Duemila euro all’anno non sono pochi, soprattutto per chi vive all’estero proprio perché in Italia non trovava opportunità.

Da parte mia, continuerò a seguire l’evoluzione di questa legge e a raccontarti su Vivigermania come le normative italiane ed europee impattano la nostra vita qui in Germania.

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E se conosci qualcuno che sta pensando di trasferirsi all’estero o che vive già fuori dall’UE, condividi questo articolo: gli risparmierai una bella sorpresa fiscale e magari anche 2000 euro!

Alla prossima,
Maurizio

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Dicono di Vivistoccarda

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