70 anniversario accordi Italia-Germania a Stoccarda

70 anniversario: cosa significa oggi vivere in Germania per noi italiani

Ciao, sono Maurizio di Vivigermania.
Oggi voglio raccontarti una storia che, anche se forse non lo sai, riguarda molto da vicino la tua decisione di vivere in Germania o di trasferirti qui per cercare lavoro.

Il 29 novembre 2025 ho partecipato – e in parte contribuito ad organizzare – uno degli eventi più emozionanti della comunità italiana in Germania: il 70 anniversario dell’accordo bilaterale Italia–Germania del 1955, quello che ha permesso ai primi italiani di arrivare in Germania per lavorare.

Un accordo che, nel bene e nel male, ha cambiato per sempre il destino di centinaia di migliaia di famiglie. Anche della mia. E, forse, anche della tua.

In questo articolo ti porto dentro quella serata, ma soprattutto dentro una storia che continua ancora oggi.

L’accordo del 1955: perché è così importante per chi vuole vivere in Germania oggi

Forse non ci pensi spesso, ma la presenza italiana in Germania non è nata per caso.
Il 20 dicembre 1955, Italia e Germania firmarono l’accordo che permise ai lavoratori italiani di essere reclutati ufficialmente nelle industrie tedesche.

In poco più di vent’anni arrivarono oltre 2 milioni di italiani, molti giovanissimi, spesso senza conoscere la lingua e senza sapere cosa li aspettava. Venivano chiamati Gastarbeiter, “lavoratori ospiti”, un termine che già dice tutto: sarebbero dovuti rimanere pochi anni. E invece sono rimasti. Hanno messo radici. Hanno cambiato la società tedesca, e a loro modo anche quella italiana.

Oggi in Germania vivono stabilmente oltre 980.000 italiani iscritti all’AIRE, ma secondo le stime reali superiamo abbondantemente il milione e mezzo. Siamo la seconda comunità straniera del Paese.

Quando parlo con chi vuole trasferirsi qui, spesso mi accorgo che l’idea della Germania è molto moderna: lavoro, organizzazione, stipendi, mobilità. Ma tutto questo è stato costruito anche grazie ai sacrifici di chi è partito prima di noi.

Una serata con 350 persone per ricordare una storia che è anche la nostra

Alla DGB Haus di Stoccarda, più di 350 persone si sono riunite per celebrare questo anniversario. Un pubblico enorme per un evento che potremmo definire storico, organizzato dal Comites Stoccarda con il contributo del Ministero degli Esteri e del Consolato Generale d’Italia.

È stata una serata fatta di memoria, politica, musica, emozioni e testimonianze vere. E se devo essere sincero… a un certo punto ho pensato:

“Se quelle persone non fossero partite negli anni Cinquanta, io oggi non starei nemmeno scrivendo questo articolo.”


Le testimonianze degli ospiti: politica, istituzioni e storie personali

Sul palco, con la guida attenta e partecipata dei moderatori della serata Valentina Linzalata e Marco Pacifico, si sono alternati politici tedeschi e italiani, rappresentanti istituzionali, sindacati, membri del CGIE e del Comites. Ognuno ha portato un pezzo di questa storia.

Il Presidente del Comites, Gino Bucci

Bucci ha ricordato il primo treno partito da Verona nel 1955, pieno di persone che lasciavano tutto con poche certezze. Ha parlato di “una migrazione di necessità diventata un esempio di integrazione europea”. E aveva ragione: se oggi gli italiani in Germania sono così ben inseriti, è grazie a quella generazione.

La Console Generale di Stoccarda Laura Lamia

La Console ha insistito su un punto molto importante: dietro ogni numero, dietro ogni statistica, c’è una persona vera. Sembra banale, ma non lo è: quando parliamo dei flussi migratori attuali, a volte ce ne dimentichiamo.

Il rappresentante CGIE Tommaso Conte

Conte ha sottolineato il ruolo dei sindacati tedeschi nel dare diritti e dignità ai lavoratori italiani. Ha ricordato anche le “vedove bianche”, le donne che rimasero in Italia mentre i mariti lavoravano in Germania per anni.

Il Sindaco di Stoccarda, Frank Nopper

Nopper ha pronunciato una frase che ha commosso tutta la sala: “Voi appartenete a noi. Vi vogliamo qui.” Più chiaro di così…

Il deputato al Bundestag Luigi Pantisano

Pantisano, figlio di emigrati, ha raccontato la storia della sua famiglia. Non un discorso politico, ma un racconto di sacrifici veri.
Ha detto: “Sono l’unico dei miei fratelli ad aver potuto crescere con entrambi i genitori.” Un pugno allo stomaco.

Il deputato italiano Toni Ricciardi

Ricciardi ha ricordato che le rimesse degli emigrati hanno sostenuto l’Italia più del Piano Marshall.

Il deputato italiano Simone Billi

Billi ha raccontato la storia di un italiano che vive a Stoccarda da 60 anni: “Ho fatto tutto questo solo per dare un futuro migliore ai miei figli.”

I sindacati: IG Metall e DGB

Toni Potenza (IG Metall) ha spiegato come il movimento sindacale tedesco abbia protetto gli italiani sin dai primi anni.
Kai Burmeister (DGB) ha detto una frase bellissima: “Avete reso il mondo del lavoro più giusto e più umano.”

E credimi, detta da un sindacalista tedesco… pesa.

Il documentario La forza di partire: un ponte tra passato e presente

Il momento più atteso della serata è stata la proiezione del mio documentario “La forza di partire”. Ho intervistato dodici persone oggi ultraottantenni, arrivate qui negli anni Cinquanta e Sessanta. Mi hanno aperto le porte di casa loro, mi hanno raccontato storie di treni notturni, baracche gelate, prime parole in tedesco, prime paure, primi lavori durissimi.

In un mondo dove tutto è veloce, ascoltare un silenzio di tre secondi di un uomo di 85 anni ti insegna più di mille libri.

Durante la proiezione qualcuno si è commosso, qualcuno ha sorriso, qualcuno si è riconosciuto. E io, mentre guardavo la sala, mi dicevo:

“Settant’anni fa sono partiti senza niente. Oggi noi abbiamo tutto e ci lamentiamo della S-Bahn in ritardo…”

Lo dico con affetto, eh. Ma ogni tanto fa bene ricordarlo.

Il mio intervento quale regista del video La forza di partire

È poi arrivato il momento del mio intervento, subito dopo il mio video, tra applausi e commozione, ho ringraziato il Presidente Bucci ed il Comites per avermi permesso di realizzare questo progetto, il più impegnativo nel quale mi sia misurato.
Fondamentali sono stati con le loro storie i 12 intervistati e Valentina Linzalata per aver realizzato le interviste.

La premiazione degli intervistati: dodici storie che rappresentano un popolo

Dopo il documentario, c’è stato un momento che ha emozionato tutti: la premiazione dei dodici protagonisti.

La sala si è alzata in piedi, in un applauso lunghissimo. Ho visto lacrime di orgoglio, non di tristezza.

Perché quelle persone non rappresentano solo se stesse: rappresentano milioni di italiani che hanno aperto la strada a chi oggi vuole vivere in Germania.

La musica, l’inedito di Neliah e il rinfresco finale

A fine serata, la giovanissima Neliah ha presentato il suo nuovo singolo “Il sole con me”, pubblicato il 15 novembre sulle piattaforme dedicate.
Un passaggio simbolico: dalla vecchia generazione alla nuova.

Poi è arrivato il momento più atteso dagli italiani: il rinfresco.

Non serve che ti racconti com’era… ti basta sapere che era gratis, italiano e buonissimo. E come sempre, davanti a un “tiramisù”, la nostalgia si scioglie e la comunità si stringe.

Perché il 70 anniversario non è un evento del passato, ma una lezione per il presente

La storia dell’accordo del 1955 non è un capitolo chiuso. È un manuale ancora aperto.

Oggi gli italiani tornano a emigrare. Per lavoro, per amore, per necessità o per scelta. 
Eppure il sentimento è lo stesso: il desiderio di una vita migliore.

Sapere cosa c’è stato prima di noi ci aiuta a vivere in Germania con più consapevolezza. E credimi: quando conosci la storia, anche le sfide quotidiane diventano un po’ più leggere.

Conclusione – E un invito personale

Spero che questa storia ti abbia fatto capire perché il 70 anniversario dell’accordo Italia–Germania non è solo un ricordo del passato, ma un pezzo fondamentale del nostro presente.

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A presto,
Maurizio – Vivigermania

Cosa significa tutto questo per te che vuoi vivere in Germania

Ora ti starai chiedendo:
“Ok Maurizio, ma io che voglio trasferirmi in Germania, cosa dovrei imparare da tutto questo?”

Ecco la risposta in tre punti:

1. Non sei solo.

Prima di te sono partiti milioni di italiani.
Hanno trovato lavoro, casa, amici, futuro.
Puoi farcela anche tu.

2. L’integrazione è un percorso.

Ci vuole tempo, ci vuole impegno, ci vuole apertura mentale.
Ma la Germania riconosce il valore di chi lavora duro. Sempre.

3. La comunità italiana è una forza.

Se vivi in Germania, ricordati che non sei un’isola.
Ci sono associazioni, Comites, istituzioni, persone che possono aiutarti.

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Dicono di Vivistoccarda

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    positive review  ViviStoccarda è una salvezza per chi arriva in città senza sapere il tedesco e a chi rivolgersi. Assolutamente utile e consigliato.

    Valentina Bertone Linzalata Avatar Valentina Bertone Linzalata

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